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Consonante affricata
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Nella mwawfonetica articolatoria, una mwbaconsonante affricata (o più semplicemente mwbqaffricata) è una mwbgconsonante, classificata secondo il suo mwbwmodo di articolazione, prodotta in due fasi successive: una fase mwcaocclusiva e una fase mwcqfricativa, benché aventi lo stesso punto di articolazione. Le consonanti affricate sono note anche come mwcgsemiocclusive o con il nome (più trasparente) di mwcwocclu-costrittive.
Contents
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Il processo fonatorio
La consonante affricata viene prodotta, come un'occlusiva, mediante la chiusura di due mwdworgani all'interno del canale orale (la mweqbocca), dietro i quali si accumula l'mwegaria proveniente dai mwewpolmoni. A differenza delle consonanti occlusive, però, nelle affricate il rilascio dei due organi non avviene in modo brusco ed mwfaesplosivo, ma gradualmente: gli organi, infatti, rimangono molto vicini tra loro, permettendo il passaggio dell'aria in modo forzato, come nel caso delle fricative.
Per scindere la consonante affricata nei suoi due elementi costitutivi basta provare a pronunciarla da sola, prolungando l'emissione del suono per qualche secondo: così, pronunciando il suono "ts", ci si rende conto che il sibilo (la fricazione) finisce col coincidere con il suono "s" (mentre la "t" iniziale, essendo un suono occlusivo - ossia derivante da una rapida chiusura/apertura - non può prolungarsi nel tempo).
Trascrizione
Nell'mwgaalfabeto fonetico internazionale le affricate vengono rese graficamente con dei mwgqdigrammi composti dai rispettivi mwggfoni occlusivi e fricativi oppure dai due simboli uniti al di sopra da un archetto.
Nell'ortografia di molte lingue le affricate vengono indicate con una lettera unica, perché il suono viene percepito come unitario.
Le consonanti
Le consonanti affricate possono essere, a seconda dell'eventuale vibrazione delle mwhgcorde vocali, mwhwsorde (prive di vibrazioni) o mwiasonore (con vibrazione delle corde vocali).
A seconda del mwigluogo di articolazione, le consonanti affricate possono essere suddivise in mwiwlabiodentali, mwjaalveolari, mwjqpostalveolari, mwjgalveolo-palatali e mwjwretroflesse.
Lista delle consonanti affricate
L'mwkgalfabeto fonetico internazionale ha classificato le seguenti consonanti affricate:
• [p͡ɸ] affricata bilabiale sorda
• [bβ] mwmqaffricata bilabiale sonora
• [p͡f] mwnaaffricata labiodentale sorda
• [b͡v] mwnwaffricata labiodentale sonora (non in IPA)
• [t͡s] mwogaffricata alveolare sorda
• [d͡z] mwpqaffricata alveolare sonora
• [t̠͡ʃ] mwqaaffricata postalveolare sorda
• [d̠͡ʒ] mwqwaffricata postalveolare sonora
• [t̠͡ɕ] mwrgaffricata alveolo-palatale sorda
• [d̠͡ʑ] mwsqaffricata alveolo-palatale sonora
• [ʈ͡ʂ] mwtaaffricata retroflessa sorda
• [ɖ͡ʐ] mwtwaffricata retroflessa sonora
• [ʡ͡ʢ] mwugaffricata epiglottale sonora
• [ʡ͡ʜ] mwvqaffricata epiglottale sorda
• [ʔ͡h] mwwaaffricata glottidale sorda
• [ɢʁ] mwwwaffricata uvulare sonora
• [q͡χ] mwxgAffricata uvulare sorda
• [ɡɣ] mwyqaffricata velare sonora
• [kx] mwzaaffricata velare sorda
Le affricate in italiano
La mwzwlingua italiana standard conosce solamente quattro consonanti affricate:
• [t͡s] mwawaffricata alveolare sorda
• [d͡z] mwbgaffricata alveolare sonora
• [t̠͡ʃ] mwcqaffricata postalveolare sorda
• [d̠͡ʒ] mwdaaffricata postalveolare sonora
Le consonanti sono rese con i mwdggrafemi <z> (che rende sia la sorda [t͡s] sia la sonora [d͡z]), <c> (se seguita da <e/i>) per [t̠͡ʃ] e <g> (se seguita da <e/i>) per [d̠͡ʒ].
Da notare che, nella pronuncia, le consonanti affricate alveolari sono sempre doppie in posizione mwfaintervocalica: nella mwfqtrascrizione fonetica il raddoppiamento può essere indicato ripetendo anche solo il primo grafema, quello che indica l'occlusiva. Così per esempio la parola "mezzo" si può trascrivere ['mɛdd͡zo], ['mɛd͡z:o] oppure ['mɛd͡zd͡zo]. L'uso di raddoppiare solo il primo elemento è particolarmente criticato da mwfgLuciano Canepari nella sua mwfwIntroduzione alla fonetica.
Caratteristiche fisiche
Come suggerisce la loro doppia natura, in mwgwfonetica acustica le affricate presentano, nel sonagramma, una prima parte simile a quello delle mwhqconsonanti occlusive (con assenza di traccia), e una seconda parte simile a quello delle mwhgconsonanti fricative. Analogamente alle altre consonanti sonore, le affricate sonore presentano una linea di bassa mwhwfrequenza, detta mwiabarra sonora, che registra la vibrazione delle corde vocali.
La fase fricativa della rappresentazione delle affricate permette di distinguere le alveolari (rumore a frequenze più alte) dalle palatali (rumore a frequenze più basse).
La percezione
Allo stesso modo, in mwjafonetica uditiva, si nota che il riconoscimento di una consonante affricata è affidata alla sua configurazione mwjqacustica di mwjgocclusione (cioè silenzio) + mwjwfrizione. La mwkasonorità, invece, è riconoscibile per la presenza di mwkqperiodicità data dalla vibrazione delle mwkgcorde vocali.
L'identificazione del mwlaluogo di articolazione, invece, è affidato alla fase fricativa della mwlqconsonante e si svolge quindi secondo le stesse modalità descritte per le mwlgconsonanti fricative.
Bibliografia
• F. Albano Leoni - P. Maturi, mwmgManuale di fonetica, Carocci, Roma 2002.
Collegamenti esterni